UN’ALTERNATIVA AI BUCHI NERI?

Così nasce una gravastar

Il collasso di una stella massiccia non porta necessariamente alla formazione di un buco nero. Due fisici teorici hanno trovato una soluzione alle equazioni della relatività generale di Einstein che descrive la possibile nascita di una gravastar. Durante il collasso, si formerebbe un mini-universo la cui espansione, guidata dall’energia oscura, contrasterebbe la gravità, dando origine a un oggetto ultracompatto e stabile

IL LAVORO PUBBLICATO SU MONTHLY NOTICES OF THE ASTRONOMICAL SOCIETY

Osservato il carburante delle prime galassie

Scoperto grazie ai dati del Vla e di Alma un enorme serbatoio di gas molecolare freddo, il “carburante” per la nascita stellare, nella galassia Rebels-25, risalente ad appena 700 milioni di anni dopo il Big Bang. Si tratta della rilevazione di questo tipo più distante mai realizzata, un risultato che spiega come le prime galassie siano riuscite a crescere così rapidamente nell’universo primordiale

CRISI SCONGIURATA PER IL MODELLO COSMOLOGICO STANDARD

Espansione accelerata, arriva una nuova conferma

Individuando alcuni errori metodologici in uno studio dello scorso novembre che – suggerendo fosse in corso un rallentamento nell’espansione dell’universo – sembrava mettere in crisi il modello cosmologico standard, un nuovo articolo pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society conferma che l’espansione del cosmo sta accelerando. Fra gli autori, i premi Nobel Adam Riess e Brian Schmidt

POTENZIALI TRACCE DI DARK MATTER NELL’EVENTO GW 190728

Onde gravitazionali oscure

Un team di ricerca di varie università europee e del Mit ha ideato un modello semi-analitico che potrebbe consentire di rilevare indizi di materia oscura “leggera” – se presente con densità sufficientemente elevata nell’ambiente in cui è avvenuto il merging – nelle onde gravitazionali che si propagano dalla fusione di buchi neri. L’articolo è pubblicato su Physical Review Letters

IN UNA BOLLA CHE CIRCONDA SAGITTARIUS C

Un resto di supernova nel cuore della Via Lattea

Il telescopio Chandra della Nasa e Xmm-Newton dell’Esa hanno individuato una “chiazza” di emissione X che potrebbe essere il resto di una stella esplosa come supernova, a circa 26mila anni luce. Se confermato, sarebbe uno dei resti di supernova più vicini al buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea. Allo studio ha contribuito anche Gabriele Ponti dell’Inaf di Brera

UNA FORMULA MATEMATICA PER IL COLLASSO CRITICO

Micro buchi neri da cristalli spaziotemporali

Uno studio pubblicato su Physical Review Letters illustra la soluzione analitica per lo stato critico che precede la formazione di un buco nero. Analizzando un campo privo di massa in infinite dimensioni, i ricercatori hanno dimostrato l’esistenza di un’autosimilarità discreta: un “cristallo” spaziotemporale da cui possono emergere orizzonti degli eventi microscopici

L’HOUSE ORGAN DELL’INAF, IN VERSIONE CARTACEA E IN DIGITALE

Sotto l’ombrellone con Universi

È in viaggio il numero di giugno di Universi, che trovate già disponibile anche sul sito della rivista. Tra gli approfondimenti: i filamenti radio in Abell 2255, la supernova “asociale” Sn 2024bch, gli organici “sotto sale” su Marte, il segreto del litio nella Via Lattea e i guardiani del Sole, SunDish e Solaris. Inoltre, rubriche, interviste e una ricca infografica sugli esopianeti scoperti in Italia